Premi non riscossi: il tesoretto dell’Erario

La Lotteria Italia è uno dei concorsi a premi più famosi del nostro paese, sebbene negli ultimi anni la sua popolarità sia stata offuscata dall’inarrestabile ascesa in popolarità e montepremi del Superenalotto. Chi oggi ha più di 30 anni ricorderà chiaramente l’attesa per l’annuncio dell’estrazione dei biglietti vincenti che tradizionalmente si ripeteva tutti gli anni nel giorno della befana, il 6 gennaio. L’estrazione ha reso famosi dei luoghi mitologici per l’acquisto dei tagliandi vincenti e tra questi sicuramente Sala Consilina, in provincia di Salerno. Molti viaggiatori acquistano il loro tagliando in quest’area di servizio autostradale, quasi come fosse un mantra.

27 Milioni di euro in premi non riscossi

Nell’edizione 2018-19 il primo premio da 5 milioni di euro è stato assegnato proprio ad un biglietto acquistato a Sala Consilina, sull’autostrada A3 Salerno – Reggio Calabria. Nelle ultime due edizioni tutti i premi di prima fascia sono stati regolarmente riscossi, ma queste rappresentano più l’eccezione che la regola. Dal 2002 infatti, come riportato dall’AGIMEG, si sono accumulati oltre 27 milioni di euro in premi non riscossi. Addirittura nel 2008-09 il primo premio da 5 milioni di euro non è mai stato riscosso, venendo rimesso in palio nell’estrazione dell’anno seguente. Questa edizione tra l’altro è stata quella con il maggior numero di premi non riscossi, per un totale di 7 milioni di euro.

Tra gli altri premi non riscossi da sbadati vincitori, spiccano il secondo premio delle edizioni 2015-16 e 2011-12, per un valore di 2 milioni di euro ciascuno. Desistiamo dalla tentazione di elencare tutti i premi non riscossi per andare invece dirittamente al punto, rispondendo a una domanda che sicuramente molti di voi in questo momento si staranno facendo: che fine fanno i premi non riscossi? La legge prevede che i titolari dei biglietti vincenti debbano presentarsi per la riscossione entro e non oltre i 180 giorni dalla pubblicazione dell’estrazione in Gazzetta Ufficiale, pena la perdita di qualsiasi diritto. In altre parole, dopo 180 giorni le vincite non reclamate vanno a finire nelle casse dello Stato.

A questo tesoretto nelle casse dell’erario derivante dei premi “dimenticati” della Lotteria Italia, si sommano ben 310 milioni di euro di premi non riscossi del SuperEnalotto, a partire dal 2010 fino ad oggi. Si tratta di vincite di importo modesto e finora nessuno dei premi di grande entità non è stato assegnato al portatore del biglietto vincente. Finora, appunto.

Il Superenalotto e un nuovo record in arrivo?

Lo scorso 13 Agosto in un bar di Lodi un fortunato scommettitore ha giocato con 2 euro una sequenza di 6 numeri che vale ben 209 milioni di euro. Il premio non è stato ancora riscosso, secondo fonti interne di Sisal, sebbene ci tengano a precisare che il tempo limite sia di 90 giorni. Il possessore del biglietto potrà  presentarsi entro il 14 Novembre presso la sede di Roma o di Milano. Sempre secondo la stessa Sisal, l’attesa massima per la riscossione di un montepremi è stata di 59 giorni. Il tempo stringe, dunque.

Le modalità di riscossione dei premi sopra i 52 mila euro sono le seguenti: il vincitore o un notaio incaricato devono presentarsi presso la sede Sisal di Roma o di Milano con il biglietto originale, che è l’unico titolo valido per la riscossione ed è un titolo al portatore, non essendo altrimenti note le generalità del titolare. Dopo le verifiche del caso, Sisal ha 31 giorni di tempo per erogare l’importo della vincita su un conto corrente indicato dal vincitore stesso.

I titolari del bar ricevitoria dove è stato venduto il biglietto da 2 colonne non hanno idea di chi possa essere il fortunato che eventualmente intascherà 184 milioni netti. L’importo della vincita è infatti soggetto a un prelievo fiscale alla fonte del 12%, quindi circa 25 milioni nel caso specifico. Una somma di tutto rispetto ma che nulla toglie alla sostanza dei fatti: il nuovo milionario potrà godere di prosperità per sé e per varie generazioni a venire, a patto che sia a conoscenza di aver vinto, non aver perso il biglietto vincente e si ricordi di riscuoterlo entro il termine perentorio dei 90 giorni.


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