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Il casinò come luogo di incontro e aggregazione per combattere la solitudine

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altIn Occidente i casinò sono spesso demonizzati e indicati come luoghi di perdizione in cui le persone dilapidano interi patrimoni annientando la propria vita sociale. In Oriente le cose non stanno molto diversamente: in Giappone il gioco d’azzardo è a malapena tollerato e risale solo all’anno scorso, 2016, una legge che permetterà l’apertura dei primi casinò nel Paese. Tutta la procedura da seguire e le numerose complicazioni che è necessario affrontare, però, renderanno l’impresa molto difficile a coloro che ci si vorranno cimentare. C’è però una novità che fa un po’ sorridere, vista l’avversione che le autorità giapponesi hanno fin qui dimostrato nei confronti del gambling, ma che dimostra come per ogni cosa ci sia la possibilità di valutare i due lati della medaglia. In Giappone c’è una piaga molto grande e molto sentita che riguarda le persone anziane: le persone anziane e sole, che non hanno vicino alcun parente o amico, sono oltre 6 milioni.

La loro qualità della vita è molto bassa e c’è il rischio che finiscano preda della depressione con conseguenze davvero incresciose per tutta la società giapponese. Così Kaoru Mori ha avuto un’idea: ha pensato di creare dei casinò pensati appositamente per gli anziani. Mori è partito da un’idea di fondo: le persone anziane non sono bambini, cioè non hanno solo la necessità di essere accuditi e di passare un po’ di tempo con trastulli e giochi. Sono persone adulte che, per mantenere in buona salute il proprio cervello, devono avere degli interessi e devono essere stimolate. Ecco allora che è nato “Adachi Las Vegas”, un luogo di ritrovo che ricorda un po’ i nostri centri anziani ma che è qualcosa di più.

All’Adachi Las Vegas si può giocare a tombola, solo che non si usano soldi veri ma delle fiches che sono chiamate “Las Vegas”. L’aspetto davvero interessante di questo centro è che gli anziani possono svolgere moltissime attività, oltre al gioco di per sé. Ci sono tanti giochi da tavolo a loro disposizione, e quando arrivano viene anche proposta un po’ di ginnastica dolce per mantenersi in forma. C’è la possibilità di avere dei controlli medici basilari, come ad esempio la misurazione della pressione del sangue, e poi ci sono tante altre attività da scegliere, ognuno secondo il proprio gusto. Chi ama cantare si può cimentare con il karaoke; chi ama dipingere può usare tele e pennelli; chi ama leggere può scegliersi un buon libro e chi ama il cinema può vedere in santa pace tutti i film che vuole. Il costo complessivo dell’ingresso giornaliero all’Adachi Las Vegas ha un costo di 85 euro, che potrebbero sembrare tanti ma in realtà circa il 90% della cifra è a carico del servizio sanitario nazionale.

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Non si trova nulla di condannabile in questo casinò, dunque, che sarà anche un po’ atipico e decisamente bizzarro, ma si sa che il Giappone è un Paese dove le stravaganze sono all’ordine del giorno. E ben vengano stravaganze come questa, che possono servire a far sentire meno sole persone che altrimenti non avrebbero altra alternativa se non passare le giornate chiuse in casa ad intristirsi davanti alla televisione e ad un pasto solitario. Chissà che questo modello virtuoso non possa essere ripreso anche altrove, visto che il numero degli anziani soli cresce in tutte le città, anche quelle italiane.

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